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UE – Maullu (Fi) “Cresce il PIL, ma l’Italia è ultima. Gentiloni e PD lasciano eredità pesantissima”

novembre 10th, 2017 | by redazione
UE – Maullu (Fi) “Cresce il PIL, ma l’Italia è ultima. Gentiloni e PD lasciano eredità pesantissima”
Bar Italia
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Roma – Cresce il PIL, ma l‘Italia resta fanalino di coda  in Europa.  A renderlo noto  la Commissione UE nelle previsioni economiche d’autunno, che rivedono al rialzo il PIL 2017 a 1,5% (da 0,9% previsto a maggio) e quello 2018 a 1,3% (da 0,9%). Un dato che se da un lato per qualcuno è un segnale di ripresa, dall’altra evidenzia comunque un rallentamento che proseguirà fino al 2019 L’Italia infatti resta ultima in Europa sulla crescita per tutto il nuovo periodo coperto dalle previsioni della Commissione UE, cioè 2017, 2018 e 2019. Solo il Regno Unito, che però  per la prima volta è stato escluso  dalla tabella UE, ha un andamento del PIL quasi uguale a quello italiano. A correre più velocemente invece è Malta che ha percentuali di crescita di 5,6% nel 2017, 4,9% nel 2018 e 4,1% nel 2019.
“In materia economica, l’eredità che lascerà il Governo di centrosinistra sarà estremamente pesante – esordisce Stefano Maullu europarlamentare di Forza Italia –  il nostro Paese è ultimo in Europa per livello di crescita, e la situazione non migliorerà nemmeno nel 2018 e nel 2019. Nonostante il PD avesse esultato per i dati di qualche mese fa sulla crescita, la Commissione prevede che nel giro di due anni il PIL si ridurrà di almeno mezzo punto: si potrebbe infatti passare dall’1.5% del 2017 all’1% del 2018, una perdita abissale. Il Governo non è stato in grado di intercettare tutti i benefici derivanti dalla crescita dell’economia nell’Eurozona, e le previsioni sul deficit e sul debito pubblico lo dimostrano chiaramente: per il deficit è stato addirittura previsto un peggioramento per l’anno in corso, mentre il debito pubblico subirà soltanto una riduzione contenuta, marginale. Insomma, i dati della Commissione UE certificano ancora di più il clamoroso fallimento delle politiche economiche del governo: – conclude Maullu – il peso dei loro errori graverà interamente sulle spalle del prossimo governo, e potrebbero condizionare la crescita del Paese per moltissimi anni a venire”.
                                                                                                                                                                                           FEDERICA BOSCO

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