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Tutta colpa dell’amianto? Protti “Serve una corretta informazione”

novembre 30th, 2018 | by redazione
Tutta colpa dell’amianto? Protti “Serve una corretta informazione”
Bar Italia
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Numeri approssimati, informazioni furvianti, sul tema amianto tanto è stato detto e scritto tale per cui oggi il rischio di cadere nell’errore è molto elevato. A richiamare l’attenzione sulla necessità di una corretta informazione è proprio il presidente dello Sportello Amianto Nazionale, Fabrizio Protti che critica l’inesattezza di dati divulgati anche nelle sedi politiche. “Dov’è la serietà di Politica e Informazione che danno spazio a dati privati di cui forse non sono dichiarate né le fonti, né i metodi di raccolta? Stiamo parlando di numeri che condizionano piani di inervento e strategie e soprattutto stiamo parlando di morti e ai morti bisogna portare rispetto”  E’ critico Fabrizio Protti dopo che negli ultimi mesi una escalation di dati di fonte privata sono stati utilizzati in più sedi. “L’Amianto è un problema serio e come tale va trattato ! Cedere al fascino di chi urla più forte pensando che ciò che urla sia vero, può lusingare quell’informazione massiva che cerca il sensazionalismo a tutti i costi, ma è gravissimo se diventa consuetudine”. Evidente lo sgomento dello Sportello Amianto Nazionale che oggi gestisce la comunicazione e l’informazione in ambito amianto per più di 400 comuni italiani ed ha al suo interno le principali associazioni impegnate da anni nella lotta per la risoluzione dei problemi legati all’amianto e per la tutela delle vittime. “Verificare ogni fonte e ogni metodo di acquisizione in merito allo sviluppo di proiezioni di dati di mortalità è necessario per dare concretezza alle strategie che decideranno il futuro dell’amianto in Italia- riprende Protti –  perciò è dovere politico di tutti collaborare con l’unico scopo di risolvere il problema. Per le analisi di mortalità abbiamo un sistema concreto e puntuale come il Registro Nazionale dei Mesoteliomi, il Ministero della Salute e l’istituto superiore di Sanità”. Il registro è istituito presso l’Inail, dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale ed è un registro dei casi accertati di mesotelioma al fine di stimare l’incidenza di mesotelioma maligno in Italia, definire le modalità di esposizione, l’impatto e la diffusione della patologia nella popolazione e di identificare sorgenti di contaminazione ancora ignote. Il registro nazionale dei mesoteliomi (Renan) si struttura come un network su base regionale. Presso ogni Regione è istituito un Centro Operativo (Cor) con compiti di identificazione di tutti i casi di mesotelioma incidenti nel proprio territorio e di analisi della storia professionale, residenziale, ambientale dei soggetti ammalati per identificare le modalità di esposizione all’amianto. Le modalità operative, la rete per la ricerca attiva dei casi, il questionario anamnestico e le modalità di classificazione e codifica della diagnosi di mesotelioma e dell’esposizione ad amianto sono definite dalle Linee guida nazionali, predisposte in collaborazione da Inail e regioni. L’Inail svolge una funzione di coordinamento, indirizzo e collegamento della rete di sorveglianza epidemiologica del mesotelioma maligno in Italia. Tale rete ha consentito sinora di disporre di informazioni epidemiologiche  necessarie a predisporre piani, politiche e strategie per la sorveglianza dei rischi di esposizione a cancerogeni nei luoghi di lavoro e per la prevenzione delle malattie asbesto/correlate. “Questo è il punto di partenza – commenta a margine Protti – possiamo prendere in considerazione come sostenere una migliore efficienza di Cor e Renam. Possiamo discutere come migliorare le performance di alcuni registri in un’ottica di collaborazione con lo Stato per migliorare la qualità del servizio e comunicare al cittadino con efficienza. Trovo corretto esprimere il mio sgomento per alcuni ultimi accadimenti  in ambito divulgativo, che non rendono giustizia ai tanti professionisti dello Stato che lavorano alacremente ed assiduamente ogni giorno per risolvere le problematiche che emergono e ai giornalisti che con passione fanno il loro lavoro”.

FEDERICA BOSCO

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