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Turismo culturale per rilanciare il Sud

ottobre 15th, 2018 | by redazione
Turismo culturale per rilanciare il Sud
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AGRIGENTO – Il sud vuole puntare sul turismo culturale. E’ quanto emerso dal convegno sul Made in Italy che si è tenuto nella due giorni di Agrigento organizzata dall’Ordine nazionale dei commercialisti che hanno chiesto, tra l’altro, di istituire  l’ albo per tutte le imprese impegnate nel turismo, moda e agroalimentare. Proprio dalla valle dei templi, luogo storico e culturale parte dunque l’invito degli operatori di settore a guardare alla cultura come possibile volano per il turismo del sud. “La cultura e il turismo sono un binomio vincente – il commento di Gero La Rocca presidente di Confindustria giovani Sicilia – oggi legare l’economia del settore solo al turismo balneare è un grave limite, l’Italia del sud deve essere un polo attrattore soprattutto del turismo culturale. Come? Con due linee di intervento: da un lato creare sinergie con i grandi player mondiali e dall’altra investire su infrastrutture e sulla formazione in modo che i giovani decidano di avviare attività sul territorio”.

Il made in italy oggi vale oltre 100 milioni di euro, mentre in Italia sono presenti 33 mila alberghi, quattro volte quelli della Spagna eppure i numeri non danno ragione all’industria del turismo. “Le motivazioni sono molteplici, le soluzioni anche – rilancia Paolo Giulierini direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli – è fondamentale che tutto il comparto si muova nella stessa direzione con accordi commerciali di partenariato con player a livello mondiale (Accor, Hilton etc) in grado di garantire tassi di occupazione elevati. Inoltre, come accaduto a Napoli è fondamentale puntare su story telling e itinerari che creino una sorta di filo rosso tale per cui il turista che visita Pompei sia poi invogliato a conoscere tutto il patrimonio artistico e culturale del territorio. L’Italia è il paese con il più alto numero di siti Unesco al mondo – sottolinea – eppure non esiste un piano di gestione. Per invertire la rotta è indispensabile fare una programmazione di tutela del bene culturale e al tempo stesso di sviluppo. Un ruolo fondamentale spetta dunque alle regioni che fino ad oggi sono mancate. Il fallimento delle politiche turistiche è sotto gli occhi di tutti”.  Chiamata in causa, la politica risponde con l’assessore regionale al turismo sport e spettacolo di Regione Sicilia, Sandro Pappalardo, che evidenzia un gap formativo da colmare “tra nord e sud esiste una differenza consistente. La Sicilia nonostante il patrimonio artistico e culturale che possiede non riesce ad essere nei primi posti dei flussi turistici perché manca una visione d’insieme e occorre investire nelle nuove tecnologie che rappresentano il fulcro del turismo 4.0”. Dando uno sguardo al futuro Matera città della cultura 2019 può diventare il termometro di questa nuova visione come conferma Eustachio Quintano presidente dell’Ordine dei commercialisti di Matera che sottolinea “Occorre creare cooperazione tra attrattività e competitività, con sinergie in una logica di sistema. L’avvento di internet ha portato ad un cambiamento radicale nella capacità di attrarre turisti, sono cambiate le tecnologie, oggi si misura tutto in rete e per catturare i turisti occorre suscitare emozioni e dunque creare una web reputation di un luogo, perché il passaparola digitale è più veloce di quello reale”.

FEDERICA BOSCO 

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