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Trieste – Sicurezza al confine: Il Sap incontra il Presidente della commissione slovena Grims

maggio 6th, 2018 | by redazione
Trieste – Sicurezza al confine: Il Sap incontra il Presidente della commissione slovena Grims
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Trieste- Sicurezza al confine è il tema che ha caratterizzato l’incontro che si è tenuto lo scorso 4 maggio tra una delegazione del Sap (Sindacato autonomo di Polizia ) formata dal Segretario Provinciale Lorenzo Tamaro e dal Vice Segretario Provinciale del SAP  Alessandro Polese con il Presidente della Commissione Parlamentare per la vigilanza dei Servizi Segreti Sloveni Branko Grims. L’incontro, inserito in una serie di appuntamenti del Presidente Grims nel Friuli Venezia Giulia, ha preso in esame in particolare la fascia confinaria tra Italia e Slovenia, in una  fase storica, come quella attuale, contraddistinta dal fenomeno dell’immigrazione clandestina e della minaccia del terrorismo di matrice islamica.

Il SAP ha toccato molti punti sulle problematiche delle forze di polizia italiane, alcune delle quali sono state evidenziate nei fatti, nel periodo del vertice del G7 di Taormina del 2017.

“In quell’occasione – spiega Tamaro – infatti non è stato possibile da parte dell’Italia provvedere  alla “chiusura” dei confini, previsti in occasione della sospensione dei trattati di Schengen, a causa della mancanza di personale qualificato della Polizia di Frontiera, viste le ormai croniche  e sempre maggiori carenze organiche. Tra le situazioni più delicate la continua emorragia della sottosezione di Frontiera di Villa Opicina che è sempre più in emergenza personale ed il commissario di Opicina ridotto ormai ai minimi storici”.

Il SAP ha quindi evidenziato i buoni rapporti di collaborazione tra gli operatori di Polizia italiani e sloveni, rimarcando però la necessità di rendere più chiari i protocolli d’intervento transfrontalieri previsti dagli accordi. Ancora oggi, infatti, spesso operazioni congiunte e sconfinamenti possono risultare insidiosi nella pratica e causare incidenti diplomatici per gli operatori di Polizia.

“E’ necessario che si creino condizioni migliori anche per il disbrigo delle pratiche di “riammissione” degli stranieri irregolari, – riprende Tamaro –  in modo da facilitare e snellire le operazioni di polizia e rendere più efficace i provvedimenti.

Inoltre l’eventuale utilizzo di  pattuglie miste andrebbe perfezionato con una formazione specifica e qualificata, “valorizzata” anche dal punto di vista economico.

La sicurezza in un contesto europeo oggi deve necessariamente passare attraverso la formazione, la qualificazione e l’equa rimunerazione degli operatori di Polizia.

FEDERICA BOSCO 

 

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