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Trieste – Minore fa propaganda per Isis: Tamaro (Sap) “No tagli, ma risorse per polizia postale”

aprile 9th, 2018 | by redazione
Trieste – Minore fa propaganda per Isis: Tamaro (Sap) “No tagli, ma risorse per polizia postale”
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Lorenzo Tamaro, segretario provinciale Sap

Lorenzo Tamaro, segretario provinciale Sap

Trieste –  La complessa ed articolata attività tecnico-investigativa, avviata già nel 2016 da parte delle Polizia di Stato del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni in sinergia con il Compartimento di Trieste e delle Digos di Trieste ed Udine,  che ha portato all’individuazione di un minore italiano di origini algerine impegnato in attività di propaganda a favore dell’Isis ha ancora una volta acceso i riflettori sul tema della sicurezza. Il risultato ottenuto, che sta a dimostrare quanto sia importante, difficile e spesso lunga, l’attività delle forze dell’ordine in questo periodo storico, minato dalla minaccia terroristica, infatti, dimostra ancora una volta quanto sia alto il  dispendio di forze sia in termini di uomini, ma anche di mezzi tecnologici al passo con i tempi necessari per poter fronteggiare e debellare pericoli così gravi  per l’intera comunità.

“Il SAP da tempo chiede, a tale proposito, un’attenzione particolare per chi si occupa della prevenzione e la repressione di reati inerenti alla minaccia terroristica, così drammaticamente attuale in questi giorni – sottolinea Lorenzo Tamaro segretario provinciale Sap Trieste – In più occasioni, la nostra organizzazione sindacale ha espresso preoccupazione, ma anche avversità al progetto della possibile chiusura di alcuni uffici della Polizia Postale e delle Comunicazioni sul territorio nazionale, come ad esempio quella di Gorizia e Pordenone in ambito regionale, posti di Polizia che oggi soffrono una gravissima crisi d’organico. Operazioni investigative come queste, alla quale va il plauso del SAP ed in particolar modo a tutti i colleghi che vi hanno contribuito, dovrebbero maggiormente favorire il convincimento della necessità di un cambio della politica sul fronte sicurezza; che passi dall’“irrazionalità” delle chiusure e cosiddette “razionalizzazioni” a quella di un “investimento” reale e concreto che miri al potenziamento del personale, con un numero “importante” di nuove assunzioni, l’acquisto di materiale tecnologico altamente avanzato ed una formazione ed aggiornamento professionale sempre migliore”.

FEDERICA BOSCO

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