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Trieste – Boom di reati informatici. Tamaro (Sap) “E il Ministero…razionalizza”

agosto 30th, 2017 | by redazione
Trieste – Boom di reati informatici. Tamaro (Sap) “E il Ministero…razionalizza”
Bar Italia
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Trieste – Crescono in Italia i reati informatici. La maglia nera spetta al Friuli Venezia Giulia che ha conquistato il triste primato di regione leader negli hackeraggi con una crescita negli ultimi cinque anni del 134%, secondo l’analisi di DAS – Compagnia di Generali Italia.

Trieste è al primo posto, con un incremento del +199%, mentre ad Udine i reati informatici sono più che raddoppiati con un +133%; Pordenone conta un incremento del +118% e Gorizia di un +81%.

“Internet ed il web oggi sono lo strumento maggiormente utilizzato dalla popolazione mondiale, – spiega Lorenzo Tamaro segretario provinciale Sindacato autonomo di polizia provinciale – soprattutto per gli acquisti on line, che così bene si prestano alle  truffe informatiche. Non di minor importanza sono poi quei reati che minacciano i minori, in particolare il cyberbullismo e la pedo-pornografia. Corre sul web anche il pericolo terrorismo, – sottolinea Tamaro – trovando appunto nella rete un terreno fertile per il reclutamento di nuovi adepti ad ideologie portatrici di terrore e morte”. Mentre da un lato aumentano in maniera esponenziale i reati informatici, dall’altra si continuano a profilare all’orizzonte chiusure di presidi di Polizia, tra cui anche postale come ipotizzato per Gorizia e Pordenone, sedi a rischio chiusura che avrebbe inevitabilmente ripercussioni anche sulle province di Udine e Trieste, quest’ultima capoluogo di Regione e quindi sede compartimentale della polizia Postale e Comunicazioni. Una triste prospettiva che vedrebbe danneggiata oltre misura la nostra Regione – rimarca il segretario del Sap Trieste – la più colpita proprio dai reati informatici. Ancora una volta ad una maggiore richiesta di sicurezza avanzata dal Sap in più occasioni, il Governo risponde, sotto le mentite spoglie della “razionalizzazione”, con delle possibili chiusure che in realtà non farebbero altro che aggravare una situazione già per nulla edificante. “Invece di parlare di chiusure delle sezioni di Polizia “Postale”, -conclude Tamaro – si pensi piuttosto a potenziarle e migliorarle, come tutti gli uffici di Polizia, in particolar modo quelli investigativi, dotando loro di strumenti e mezzi informatici adeguati ed al passo con i tempi; spesso questi Uffici infatti non dispongono nemmeno di connessioni “sicure”, tanto da non poter accedere a determinati siti e social network, oggi ormai di uso comune ed utilizzati da tutti”.

                                                                                                                                                                       FEDERICA BOSCO

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