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Torino – Mytaxi attivo da settembre divide il settore: ostilità e contratti saltati

dicembre 6th, 2017 | by redazione
Torino – Mytaxi attivo da settembre divide il settore: ostilità e contratti saltati
Bar Italia
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Torino – Insulti e lamentele hanno segnato il primo trimestre di Mytaxi a Torino. L’app altamente tecnologica già attiva a Milano e Roma che permette di abbreviare i tempi di attesa e di avere un servizio professionale se è stata accolta bene dall’amministrazione e dai cittadini, sembra aver creato qualche problema in seno ai lavoratori divisi tra coloro che hanno aderito al progetto e chi invece si rifugia nella vecchia e classica chiamata telefonica o fermata nei luoghi convenzionali.   Ne è derivata una lotta intestina tra tradizione e innovazione dove a farne le spese è il servizio.  Un servizio che ha come principale proposito quello di elevare la qualità del settore taxi, riavvicinandolo alle esigenze di un pubblico che diventa ogni giorno più smart, tecnologico e, soprattutto, esigente. Un obiettivo che però non è mai andato contro regolamenti e leggi: mytaxi è, infatti, una società con sede in Italia, che crea nuovi posti di lavoro e paga le tasse nel nostro paese, operando in maniera legale e trasparente all’interno della legge quadro 21/92 dei trasporti pubblici non di linea in vigore. Oggi, sono circa 2.800 i tassisti che, in Italia, hanno scelto di lavorare insieme a mytaxi e che hanno visto, in questa app, un innovativo mezzo in grado di avvicinarli agli utenti, procurandogli maggior lavoro e permettendo all’antico mestiere del tassista di competere con tutti gli altri sistemi e servizi tecnologici che sono nati e che stanno nascendo nel settore dei trasporti. E come loro, sono più di 120.000 i tassisti che, in oltre 70 città di 11 paesi d’Europa, utilizzano quotidianamente l’app per la chiamata taxi più grande al mondo.

A Torino però la situazione è diversa. Non per l’entusiasmo con cui l’amministrazione, i tassisti e i passeggeri hanno accolto l’arrivo di mytaxi, ma per la reazione, alquanto violenta e preoccupante, di chi ne osteggia l’operato. Sono molti i tassisti che, dopo aver aderito al servizio mytaxi nel capoluogo piemontese, sono diventati oggetto di condotte particolarmente ostili, che sono sfociate, per quanto a nostra conoscenza, in insulti e frasi intimidatorie. Nonostante le denunce presentate alle forze dell’ordine, a tutela dei mytaxisti e del loro lavoro, ancora i casi si ripetono e non sembrano destinati a diminuire. Ciò che stupisce maggiormente è che le ostilità nei confronti dei mytaxisti arrivino proprio da parte di loro colleghi, solo perché i primi hanno scelto di affidarsi ad un sistema di dispacciamento corse diverso dai secondi. A Torino, infatti, apparentemente vige un mercato del tutto chiuso, dove la libera concorrenza sembra non poter aver vita, schiacciata sotto il peso di clausole di esclusiva imposte dall’unico radiotaxi torinese.

Dimostrazione del clima in cui vive Torino è quanto accaduto, venerdì scorso, con la direzione commerciale dell’Aeroporto Internazionale di Caselle, che si è trovata costretta a sospendere un contratto di promozione pubblicitaria, stipulato correttamente tra mytaxi e la concessionaria di pubblicità, per problemi di ordine pubblico. Problemi che derivano del comportamento di alcuni tassisti (non iscritti a mytaxi) che hanno protestato e intimorito la hostess mentre cercava di svolgere il proprio lavoro di promozione della app verso i passeggeri in aeroporto.

“Noi non abbiamo intenzione di subire ancora questa situazione o di sottostare ad un clima di violenza e intimidazione.” – ha affermato Barbara Covili, General Manager di mytaxi Italia – “E non riusciranno a convincerci a lasciare la città utilizzando questi metodi che, al contrario, ci dimostrano quotidianamente quanto a Torino ci sia bisogno di nuovi operatori e di innovazione tecnologica. Difenderemo i nostri tassisti e il nostro lavoro con ogni mezzo legale possibile e ci auspichiamo che anche le Istituzioni intervengano per distendere il clima e per permetterci di lavorare come in qualunque altra città del mondo”.

FEDERICA BOSCO

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