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Parma – Scandalo sanità: Gambarini (Fi) “Necessario intervento di Regione e Università”

ottobre 4th, 2018 | by redazione
Parma – Scandalo sanità: Gambarini (Fi) “Necessario intervento di Regione e Università”
Bar Italia
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Francesca Gambarini capogruppo Forza Italia comune di Fidenza

Francesca Gambarini commissario provinciale Forza Italia

PARMA – A distanza di pochi mesi dall’inchiesta Pasimafi, Parma è di nuovo al centro di uno scandalo sulla sanità, con una nuova indagine che coinvolge l’azienda ospedaliero universitaria. Questa volta sul banco degli imputati sono finiti medici universitari e dirigenti del settore farmaceutico. Franco Aversa, direttore della struttura complessa di Ematologia e del centro trapianti midollo osseo dell’azienda ospedaliera di Parma, è stato arrestato, mentre sono 36 gli indagati per corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, comparaggio farmaceutico, abuso d’ufficio, falso ideologico e truffa aggravata.Oltre al dirigente medico, si trovano ai domiciliari anche una imprenditrice perugina e nove medici universitari.  335 mila euro riferiti a condotte corruttive e truffa sono stati sequestrati.  “Fermo restando che chiunque è innocente fino a condanna definitiva – ha commentato Francesca Gambarini commissario provinciale di Forza Italia – è ora che tutti ci interroghiamo su quanto sta accadendo all’ospedale Maggiore. In particolare la Regione e la dirigenza dall’azienda ospedaliero universitaria devono fare una seria riflessione, capire cosa non funzione ed intervenire per risolvere i problemi che, a prescindere dalla conclusione che avranno le indagini, è indubbio ci siano. A livello politico, non si può non sottolineare che sia la Regione, istituzione di riferimento per la sanità locale, sia l’Università dovrebbero interrogarsi sul modo in cui operano”.

“Nessuna tolleranza da parte degli organi giudiziari”, è quanto auspica l’assessore regionale alle politiche sanitarie Sergio Venturi che ha aggiunto nel suo commento alla stampa locale “quello di Parma rischia di essere un nuovo caso in cui i medici hanno anteposto interessi privati e delle aziende farmaceutiche, all’interesse dei pazienti. Se  sarà dimostrato – ha aggiunto – che è stato percepito indirettamente denaro da rappresentanti di aziende farmaceutiche, i sanitari in questione saranno sospesi immediatamente dalla convenzione con l’Università. Occorre intervenire in modo esemplare”, ha concluso.
LA REDAZIONE

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