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Palermo – A teatro il ricordo di Rostagno ucciso dalla mafia 30 anni fa. Galimberti “La sua vita un esempio, non un alibi per ognuno di noi”

settembre 27th, 2018 | by redazione
Palermo – A teatro il ricordo di Rostagno ucciso dalla mafia 30 anni fa. Galimberti “La sua vita un esempio, non un alibi per ognuno di noi”
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Palermo – Nel giorno del trentesimo anniversario della  morte  di Mauro Rostagno, il liceo Galilei di Palermo ha voluto dedicare alla vita del giornalista ucciso dalla mafia, uno spettacolo teatrale, “affinché attraverso l’arte si possa mantenere viva la memoria e lanciare un messaggio di legalità, con la  voce dei giovani che rappresentano il futuro della Sicilia”, ha spiegato  Adriana Castellucci autore e regista dell’opera. Alla manifestazione, che si è svolta presso il teatro Biondo,  hanno preso parte  anche le istituzioni con il sindaco Leoluca Orlando, che con commozione ha voluto ricordare il giornalista. “Rostagno, come Impastato e Dolci, era  fuori dagli schemi e lontano dal sistema mafia, per questo  gli abbiamo dedicato anche un’aula del comune”. Una presenza forte e significativa quella dell’Ordine dei giornalisti  e dell’Unione nazionale cronisti, “In un momento in cui la professione è sotto l’occhio del ciclone. – ha dichiarato il presidente Carlo Verna – è più che mai importante sottolineare il grande lavoro svolto da un giornalista come Mauro Rostagno, sempre in cerca della verità.  La memoria, i giovani e il teatro sono un cocktail splendido con una funzione sociale”.     “Rostagno, che scelse di essere siciliano, – aggiunge Alessandro Galimberti, presidente Nazionale Unci e presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia –  non deve essere l’alibi per ognuno di noi. Indicarlo oggi come “eroe”serve solo a perpetuare la sua diversità e cioè la sua emarginazione. Invece Mauro è stato una persona coerente nei suoi ideali, onesta anche attraverso le sue cadute e i suoi errori, ma che ha avuto il coraggio della normalità, di impegnarsi, di non girarsi dall’altra parte, di non accomodarsi e di accontentarsi. Il suo sacrificio, come quello degli altri caduti per la legalità, è un messaggio e una chiamata per ognuno di noi, a cominciare dai ragazzi che si accingono a guardare al futuro”.

                                                                                                                                                                                                   FEDERICA BOSCO

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