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Ostia (Rm) – Aggressione giornalisti: Galimberti (Presidente Unci) “Serve una presa di posizione del governo e norme a tutela dell’integrità dei cronisti”

novembre 9th, 2017 | by redazione
Ostia (Rm) – Aggressione giornalisti: Galimberti (Presidente Unci) “Serve una presa di posizione del governo e norme a tutela dell’integrità dei cronisti”
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Ostia – Dura presa di posizione del presidente dell’Unci ( Unione Nazionale Cronisti Italiani), Alessandro Galimberti, in seguito al gravissimo fatto accaduto ieri ad Ostia con l’aggressione violenta al giornalista Daniele Piervincenzi e al film-Maker Edoardo Anselmi, della trasmissione di Rai2 Nemo, da parte di Roberto Spada della nota famiglia locale. “Quanto accaduto  impone una riflessione definitiva sull’emergenza informazione in Italia – dichiara Galimberti – Da anni – continua – l’Unci invoca una presa di posizione del Parlamento e del Governo sull’insufficienza delle norme a tutela dell’integrità fisica, e prima ancora morale, dei cronisti impegnati a fare informazione seria e indipendente. Le minacce ai giornalisti sono ormai una piaga gravissima, agevolata dalla mancata deterrenza della legge che non consente l’unico intervento adeguato, ossia l’arresto in flagranza del reo. Che l’aggressione sia fisica, come oggi, o virtuale via Facebook – come accaduto ad opera della stessa famiglia, 3 anni fa, ai danni di Federica Angeli, giornalista di Repubblica – la risposta della società civile e dello Stato non può che essere adeguata ed efficace, sia nei tempi sia nella forza. Il governo e il Parlamento, invece, non hanno ancora deciso di intervenire sul punto nonostante le reiterate riforme e mini-riforme del sistema penale di questi ultimi anni. Ora la degenerazione degli eventi impone una scelta di campo non più rinviabile”.
“Ma nei fatti di Ostia di oggi c’è un altro aspetto inquietante,  e da tempo denunciato dall’Unci e dagli enti della categoria. – evidenzia Alessandro Galimberti – La progressiva proletarizzazione del lavoro giornalistico spinge al fronte del rischio massimo i colleghi non contrattualizzati, anche nelle aziende più strutturate e addirittura di Stato, come è il caso odierno della Rai. Su questo tema – conclude – non è possibile restare spettatori passivi e limitarsi a prendere atto di un’ineluttabilità davvero inconcepibile e oltremodo ingiusta”.

                                                                                                                                                                                 LA REDAZIONE

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