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L’avvocato del Web™Piera Di Stefano si racconta..così combatto i crimini informatici

novembre 3rd, 2017 | by redazione
L’avvocato del Web™Piera Di Stefano si racconta..così combatto i crimini informatici
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Roma–   Gli  ultimi 24 mesi hanno fatto registrare una crescita esponenziale dei crimini sul web, pari al 91% della casistica precedente al 2015. Il che significa che  uno su tre siti on line presenta delle criticità più o meno gravi. Un’emergenza dunque che ha reso necessaria la nascita di  una nuova figura professionale in grado di racchiudere  le competenze di più esperti. L’idea è diventata realtà con l’avvocato del web.  Ad idearlo una donna, Piera Di Stefano, avvocato penalista che ha intrapreso la difficile lotta ai crimini on Line. Una “guerra” che la Di Stefano vuole vincere e per questo, con il suo staff, ha creato il marchio “Avvocato del Web™“ con il servizio T.R.ON®, ovveroTutela della Reputazione ONline®, un marchio registrato e ufficialmente presentato  al convegno nazionale sulle professioni del futuro lo scorso 23 marzo.

“Abbiamo voluto creare un brand – racconta Piera Di Stefano- Si tratta di una figura inedita che racchiude tanti servizi a cui noi abbiamo dato una veste organica.

In pratica chi è avvocato del web?

“È un professionista che si occupa della tutela dell’immagine di un cliente privato o aziendale, della tutela on Line dei clienti, della privacy,di diritto all’oblio e ancora di crimini informatici che possono riguardare privati o piccole e medie aziende.”

Quali sono i principali ambiti di competenza? “Proprio gli attacchi informatici  sono ad oggi la nuova frontiera dei crimini aziendali che colpiscono aziende da nord a sud con modalità sempre più nuove  e difficili da intercettare. Secondo i dati del DAF a fronte di un aumento del91% dei crimini informatici,  le regioni più colpite sono la Liguria seguita da Molise Valle D’Aosta, Campania, Friuli Venezia Giulia.  Una crescita esponenziale che vede nella tecnica del phishing uno dei principali pericoli.”

Phishing  deriva da fishing, letteralmente pescare, di cosa si tratta? “È un tipo di truffa effettuata su Internet attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso, fingendosi un ente affidabile in una comunicazione digitale. Il malintenzionato a quel punto, effettua un invio massivo di messaggi di posta elettronica che imitano, nell’aspetto e nel contenuto, messaggi legittimi di fornitori di servizi; tali messaggi fraudolenti richiedono di fornire informazioni riservate come, ad esempio, il numero della carta di credito o la password per accedere ad un determinato servizio. Per la maggior parte è una truffa perpetrata usando la posta elettronica, ma non mancano casi simili che sfruttano altri mezzi, quali i messaggi SMS. Se Il phishing è una minaccia attuale, il rischio è ancora maggiore nei social media come Facebook, Twitter, e Google+. Degli hacker potrebbero infatti creare un clone del sito e chiedere all’utente di inserire le sue informazioni personali. Gli hacker comunemente traggono vantaggio dal fatto che questi siti vengono utilizzati a casa, al lavoro e nei luoghi pubblici per ottenere le informazioni personali fare un vero e proprio furto di identità.

Quali potrebbero essere le conseguenze per la vittima spesso ignara di tutto?

Il rischio principale è il furto di identità con conseguenze spesso gravi in quanto il rischio di finire coinvolti in truffe è molto elevato.

Come ci si può difendere? “È fondamentale avere un buon antivirus, dopodiché se si percepisce il pericolo o si avverte qualche anomalia nel sistema è bene effettuare una bonifica ed informare la polizia postale”.

Tante le vittime illustri della pirateria informatica enti, amministrazioni, aziende ed il mondo dell’editoria. In particolare ad essere colpiti con il virus Bad Rabbit ( altri sono il virus  Petya/Not Petya, il Wannacry etc.) parecchi giornalisti ed editori della Russia, Turchia, Germania ed Ucraina, a cui è stato  bloccato il sistema informativo.

“Una guerra virtuale che  deve essere combattuta con strumenti all’avanguardia e con professionisti preparati-  conclude Piera Di Stefano – per questo è importante che l’avvocato del web diventi un punto di riferimento per imprese e privati che abitualmente navigano sul web”.

FEDERICA BOSCO

 

 

 

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