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La Lombardia punta ad essere sede del tribunale unificato brevetti. Fontana “Al lavoro con Milano, questa partita non deve finire come il caso Ema”

dicembre 5th, 2018 | by redazione
La Lombardia punta ad essere sede del tribunale unificato brevetti. Fontana “Al lavoro con Milano, questa partita non deve finire come il caso Ema”
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Attilio Fontana Presidente di Regione Lombardia

Attilio Fontana Presidente di Regione Lombardia

Milano – Il tribunale Unificato dei Brevetti europeo potrebbe approdare  a Milano. Questo è quanto si auspica in Regione Lombardia dove il presidente Attilio Fontana ha avviato l’iter per avere proprio in Italia una delle tre sedi del Tribunale dei brevetti. “Non dobbiamo correre il rischio che anche questa partita finisca come Ema – ha dichiarato Fontana a margine del convegno che si è tenuto ieri a Milano organizzato dall’Ordine degli avvocati e dedicato proprio a “Milano sede della divisione centrale del tribunale unificato dei brevetti”. I numeri al capoluogo lombardo non mancano: la Lombardia nel 2017 con 1424 domande è stata prima in Italia per numero di richieste di registrazione di brevetti all’ufficio europeo di competenza (Epo) inoltre sul territorio ci sono  56 facoltà universitarie medico – scientifiche, 1000 centri di Ricerca, 19 IRCCS, 12 istituti del CNR e 9 Cluster tecnologici. Sempre in Lombardia si effettuano il 50 per cento delle sperimentazioni chimiche italiane per le quali negli ultimi tre anni sono stati investiti 700 milioni di euro. “Il trasferimento da Londra a Milano di una delle tre sedi del tribunale dei  brevetti sarebbe dunque ideale – ha aggiunto Fontana – la tutela dei brevetti, dei marchi, del design e del copyright, è di particolare importanza per le PMI, in quanto i diritti di proprietà intellettuale mettono le aziende minori nelle condizioni di proteggere i risultati degli investimenti nella ricerca di soluzioni nuove, accedere più facilmente a risorse finanziarie, trarre significativi vantaggi economici e valorizzare la loro immagine”. Un progetto condiviso anche con il comune di Milano. “come per i giochi olimpici 2026 – ha concluso Fontana – dobbiamo lavorare insieme al di là dei colori politici per raggiungere l’obiettivo affinché questa volta l’Italia venga presa nella giusta considerazione in Europa per non che accada un nuovo caso Ema”.

FEDERICA BOSCO

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