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Giornalisti e influencer: alleati o avversari dell’informazione? Alessandro Galimberti e Selvaggia Lucarelli accendono il dibattito a Glocal

novembre 9th, 2018 | by redazione
Giornalisti e influencer: alleati o avversari dell’informazione? Alessandro Galimberti e Selvaggia Lucarelli accendono il dibattito a Glocal
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Giornalisti, blogger e influencer: due facce della stessa medaglia? Alleati o avversari nella comunicazione?” con questo quesito che ha subito scaldato i motori è partita la settima edizione di Glocal, il festival del giornalismo di Varese. A tenere banco il dibattito acceso dal giornalista Raffaele Fiengo che ha indicato nel lavoro della giovanissima influencer Francesca Tamburini in arte (Cesca), seduta al tavolo dei relatori, un’attività giornalistica da riconoscere e valorizzare. Immediata la replica del sociologo Enrico Finzi,che, in un video,  ha spiegato l’enorme diversità tra chi fa informazione e chi invece deve sottostare a regole di ingaggio dettate dal mercato della pubblicità. Il dibattito si è arricchito di nuovi spunti con l’arrivo di Selvaggia Lucarelli che ha spostato l’attenzione sulla qualità della notizia, sulle fake news e sulle rete, nuova prateria di comunicazione dove, a suo dire, le fake news nascono, si diffondono, ma si sgonfiano anche più velocemente della carta stampata grazie alle sentinelle del web. Una visione futuristica del mondo dell’informazione che ha incontrato la ferrea opposizione del presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Alessandro Galimberti, che ha spiegato e documentato come il web sia oggi in realtà  un territorio senza regole dove a vincere sono solo i monopolisti della rete (Google e Facebook) ed a perdere il già agonizzante mondo dell’editoria. “Un rimedio ci sarebbe – ha spiegato in chiusura il presidente Galimberti – dopo la legge sul copyright, occorre far sì che i grandi intermediari della rete (Google e Facebook) che acquisiscono oggi gratuitamente le notizie dalle testate on line, paghino gli editori e gli autori degli articoli pubblicati e diffusi gratuitamente ai milioni di utenti che ogni giorno apprendono l’informazione dal web. Una correzione per altro già adottata nel mondo della musica che ha permesso di salvare piccole e grandi case discografiche rilanciando con youtube tutto il mercato della musica. Un percorso analogo potrebbe essere fatto con la stampa per salvare l’editoria e garantire un lavoro dignitoso ai giornalisti”. Una soluzione che potrebbe mettere tutti d’accordo: editori, giornalisti e lettori. E gli influencer? Per la categoria emergente della comunicazione invece la proposta di Raffaele Fiengo di regolamentare in un apposito elenco speciale da certificare con il beneplacito dell’ordine dei giornalisti sembra ancora lontana. “Troppi i nodi da sciogliere oggi- conclude Galimberti – colleghi disoccupati, sottopagati  e precari sono la priorità. Forse un domani questa proposta potrà avere il suo corso, ma solo quando la categoria oggi agonizzante, avrà trovato i correttivi per riqualificare il lavoro del giornalista”.

FEDERICA BOSCO  

 

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