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Con Orientis i disoccupati over 40 possono rimettersi in gioco

ottobre 10th, 2018 | by redazione
Con Orientis i disoccupati over 40 possono rimettersi in gioco
Italynchiesta
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Perdere il lavoro a 30 anni è difficile, ma lo è ancor di più se di anni se ne hanno oltre 40. E purtroppo l’esercito dei senior espulsi dal mondo del lavoro tende ad aumentare di anno in anno.  I disoccupati over 40 in termini numerici sono il 30% in più dei giovani senza lavoro.   Dai 35 anni in su, infatti, si contano oggi oltre 1,5 milioni di disoccupati, di cui 1 milione concentrato solo nella fascia 35-49 anni, la fascia in cui, in termini percentuali è aumentata di più la disoccupazione, registrando un +3,4% negli ultimi 12 mesi. Un dato significativo che impone una riflessione e un impegno da parte di istituzioni, associazioni ed enti no profit. Per cercare di invertire la rotta, in attesa di una normativa o di agevolazioni su base nazionale, ci pensano oggi singolarmente i Comuni, le Province e in alcuni casi le Regioni con programmi mirati, progetti o sinergie tra pubblico e privato. E’ quanto sta cercando di fare Orientis, un organizzazione di volontariato che da qualche giorno opera a Pavia presso la sede messa a disposizione dal Comune in Via Acerbi. “Si tratta di un progetto di social Economy – spiega Sabina Mocchi, presidente dell’ODV – una novità nel settore, con il quale intendiamo aiutare i lavoratori svantaggiati, non più giovani, che hanno perso il lavoro per motivi di crisi economica o per problemi personali e che faticano a ritrovare un indirizzo lavorativo valido”. Il progetto Orientis è partito in provincia di Pavia con il supporto di uno psicologo che coordina uno staff di operatori e di volontari che mettono a disposizione il loro tempo per aiutare chi viene espulso dal mondo del lavoro, ma potrebbe essere replicato in altre province. “Perdere il lavoro in età senior – spiega la presidente – genera un disagio che si ripercuote poi sulla vita famigliare e sociale, portando alla solitudine e all’emarginazione. Il nostro lavoro verte proprio nel cercare di sostenere queste persone offrendo servizi e soprattutto comunicazione”. Ciò che è emerso, infatti, dalle analisi di mercato è la difficoltà oggettiva di queste persone di rimettersi in gioco, di ritrovare stimoli, motivazioni e competenze per affrontare nuove sfide. In particolare sono le donne over 50 ad avere maggiore difficoltà. “il nostro affiancamento dura dodici mesi – aggiunge Sabina Mocchi – è del tutto gratuito e si tratta di un accompagnamento all’orientamento seguito da un team  coordinato da uno psicologo, Diego Magnifico, oltre che da una rete di volontari. Il nostro compito è riuscire ad intercettare nel mercato del lavoro quei settori che necessitano di nuove figure professionali e, a quel punto, indirizzare i nostri ex lavoratori verso le nuove frontiere e verso corsi di formazione proposti dal territorio atti a creare figure idonee al nuovo mercato. In questo momento, ad esempio, abbiamo indirizzato alcune  donne verso un corso di formazione all’educazione finanziaria, per creare figure da inserire nel settore finanziario come consulenti”. Ciò che oggi rende particolarmente difficile rientrare nel mondo del lavoro dopo esserne usciti a 50 anni è la diversa formazione. “Siamo in contatto con il centro per l’impiego e, dalle ricerche fatte, è emerso che oggi servono tecnici con specializzazioni ad esempio in carpenteria o in informatica. Purtroppo chi ha già oltre 40 anni ha una preparazione generale, meno affinata alle nuove tecnologie e necessita dunque di un affiancamento per essere preparato ad un re-inserimento lavorativo”. Se la tecnologia e l’informatica giocano un ruolo centrale nel mondo del lavoro, è altrettanto vero che ci sono profili alti, dirigenziali o relativi ad alcuni ambiti particolarmente in crisi, (vedi settore dell’editoria), ad esempio, che non sembrano avere molte chance per ricollocarsi, neppure con contratti di somministrazione. “Le agenzie interinali lavorano su skills predefiniti – spiega la presidente di Orientis – nella maggior parte dei casi le selezioni vengono fatte direttamente dal computer attraverso dei filtri che identificano con parole presenti nel curriculum i profili da sottoporre alle aziende. Se una persona è stata espulsa da un ambito in forte crisi e non ha maturato altra esperienza se non in quel settore, farà molta fatica ad essere richiamato dall’agenzia interinale per una nuova opportunità lavorativa, rimarrà ai margini nonostante la volontà di rimettersi in gioco. In questo ambito è fondamentale il nostro supporto, dapprima attraverso un colloquio con il sostegno degli operatori, poi indirizzando i disoccupati senior verso corsi di formazione proposti dal territorio che possano rilanciare il lavoratore espulso. Il rapporto umano dunque diventa prioritario, il percorso dura un anno durante il quale dopo la formazione accompagniamo il lavoratore durante il re-inserimento e monitoriamo il suo rendimento con un constante confronto con le aziende. Dalle prime analisi fatte – conclude Sabina Mocchi – abbiamo riscontrato tra i senior disoccupati persone molto dignitose, per nulla imbruttite dalle difficoltà della vita, ma disponibili a rimettersi in gioco e con tanta voglia di ripartire”.

FEDERICA BOSCO

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