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Carbonara – Villanova (pv) domenica 15 aprile al voto per la fusione.Sindaci favorevoli “più risorse, meno costi.”

aprile 11th, 2018 | by redazione
Carbonara – Villanova (pv) domenica 15 aprile al  voto  per la fusione.Sindaci  favorevoli “più  risorse, meno costi.”
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Carbonara al Ticino (Pv) –I cittadini di Carbonara al Ticino e Villanova d’ardenghi domenica 15 aprile 2018 saranno chiamati alle urne per votare il progetto di fusione  tra i due piccoli comuni pavesi. I cittadini residenti sul territorio saranno chiamati quindi  a rispondere “SI” o “NO” al seguente quesito: “Volete che i Comuni di Carbonara al Ticino e Villanova d’Ardenghi siano unificati con la nuova denominazione di Carbonara e Villanova?”. A sostenere la fusione, le due amministrazioni che, a più riprese, si sono espresse favorevolmente per diversi motivi: innanzitutto per ottenere contributi straordinari statali erogati per dieci anni successivi alla costituzione del nuovo Comune nato da fusione, nel caso di Carbonara e Villanova ammonterebbero a circa 350.000 euro annui; ottimizzazione del personale dipendente dei due Comuni che confluirebbero in un nuovo Ente e potrebbero acquisire nuove competenze e specializzarsi in determinate mansioni. Inoltre ci sarebbe la possibilità di prevedere, nello Statuto dei comuni nati a seguito di fusione, l’istituzione di Municipi nei territori delle comunità di origine, in rappresentanza delle stesse.

Per Stefano Ubezio, primo cittadino di Carbonara, “La fusione è un’opportunità da non perdere oltre che per il consistente trasferimento che lo stato prevede per 10 anni per i comuni nati da fusione, anche per altri aspetti come ad esempio la premialità nei bandi pubblici, la possibilità di usare l’avanzo di amministrazione (che per Carbonara ammonta a oltre 270.000€), la possibilità di poter aumentare i servizi rivolti soprattutto alle fasce più deboli della popolazione, la possibilità per i giovani di non dover per forza emigrare dal paese per trovare lavoro, evitando quindi lo spopolamento che inevitabilmente ci sarebbe nei prossimi anni. Spiace constatare che i sostenitori del no, – ammette con amarezza Ubezio –  usino argomentazioni sterili e personali per screditare il progetto di fusione, senza pensare al bene del loro paese, agli anziani, ai loro figli, ma unicamente a conservare il loro status quo, i loro piccoli privilegi. Questo mi rammarica molto – prosegue – perché il voto rischia di essere un voto di pancia, basato su informazioni non corrette. In Italia ci lamentiamo dei politici che sono attaccati alla cadrega, ma quando qualcuno cerca di andare controcorrente, viene prontamente osteggiato; in Italia non funziona nulla, ma poi si ha sempre paura del cambiamento. Credo che un amministratore responsabile non debba pensare unicamente al proprio mandato amministrativo, ma a garantire un futuro migliore al paese. Io sono convinto che il SI alla fusione vada in questa direzione”. Sulla stessa lunghezza d’onda Fabrizio Silvestri, sindaco di Villanova d’Ardenghi che aggiunge “Entrambi i centri manterranno gli Uffici Comunali, la Posta, la Farmacia e tutti i servizi attualmente in essere – spiega-  Le Amministrazioni stanno lavorando fianco a fianco su tutti gli aspetti amministrativi; i bambini frequentano le stesse scuole; abbiamo fin dal lontano 1871 gli stessi medici; viviamo quotidianamente le stesse problematiche e non ultimo abbiamo lo stesso Parroco. Il nuovo Ente avrà a disposizione 350.000 € all’anno da utilizzare sul territorio, questo è un treno da prendere al volo! Il progetto di fusione prevede inoltre almeno 80.000€ di risparmi (tutti verificabili) dovuti alle spese che oggi sono sostenute due volte (ad esempio un solo segretario comunale al posto di due, un solo revisore dei conti al posto di due, un solo programma informatico al posto di due, ecc). Credo che il percorso intrapreso sia quello giusto, noi speriamo in un risultato positivo che aiuterà entrambi le comunità”.

La norma regionale dispone che la votazione si intenda favorevole in caso di conseguimento, in ogni Comune interessato, della maggioranza dei voti validi: se in uno dei Comuni coinvolti la maggioranza si dovesse esprimere negativamente, dunque, l’esito della votazione non sarebbe considerato favorevole alla fusione anche se la maggioranza complessiva dei votanti di tutti i Comuni si fosse espressa favorevolmente. Qualora l’esito del referendum fosse invece positivo Regione Lombardia varerà una legge regionale di istituzione del nuovo Comune, con conseguente scomparsa dei due precedenti Enti.
Le operazioni di voto avranno inizio alle ore 7:00 di domenica 15 aprile 2018 e termineranno alle ore 22:00 dello stesso giorno. Per votare sarà necessario esibire al Presidente di Seggio la tessera elettorale e un documento di riconoscimento.

FEDERICA BOSCO 

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