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Broni – Presentato “I Vajont”, film inchiesta sui disastri ambientali che hanno segnato l’Italia. Protti (Ad): “Appello ai sindaci, tutti devono sapere”

aprile 25th, 2016 | by redazione
Broni – Presentato “I Vajont”, film inchiesta sui disastri ambientali che hanno segnato l’Italia. Protti (Ad): “Appello ai sindaci, tutti devono sapere”
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Maura Crudeli

La regista Maura Crudeli

BRONI (PV) – Sabato 23 aprile, al teatro Carbonetti di Broni si è tenuta la prima nazionale di presentazione del Film Documentario “I Vajont”. Non sembra essere un caso che questo documento di inchiesta sia stato presentato in prima nazionale proprio a Broni, città devastata dall’Amianto che ancora oggi soffre per causa della fabbrica di morte dal nome Fibronit.

Alla prima nazionale erano presenti oltre alle autorità di Broni, Fulvio Aurora Segretario nazionale di AIEA e Medicina Democratica, la regista Maura Crudeli, il direttivo provinciale di AIEA, rappresentato da Mario Fugazza e Massimo Gramegna, e Fabrizio Protti presidente di Azione Democratica, uno dei massimi esperti Nazionali di industrializzazione dei processi di bonifica, trattamento, inertizzazione e distruzione dell’amianto.

Fabrizio Protti, cosa significa per l’Italia un film come “I Vajont”?

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Fabrizio Protti presidente di Azione Democratica

“Il Film prodotto da AIEA (Associazione Italiana Esposti Amianto) e Medicina Democratica è magistralmente diretto da Maura Crudeli e da Lucia Vastano, due nomi che fanno del giornalismo d’inchiesta una ragione di vita e che in questo film hanno messo il cuore creando un piccolo capolavoro che racconta la contrapposizione tra “Il Mondo e l’umanità che oramai sembrano non andare più di pari passo” – ha dichiarato il leader di Azione Democratica – Il Vajont è come un fiume dentro il quale ci finiscono tutti i torrenti che raccontano la storia di cosa sia capace l’uomo per profitto, avidità, potere e indifferenza. Nei Vajont ci si inciampa sempre e ovunque dal Nord al Sud, passando da Broni, Viareggio, Genova, L’Aquila fino all’India. La stessa incredibile storia raccontata dalla voce di chi deve lottare per i propri diritti e per chi quei diritti li ha persi per sempre”.

Ne I Vajont si ascoltano le testimonianze che arrivano, oltre che dal Vajont, anche da Broni, con la sua fabbrica d’amianto e di morte che ha decimato la popolazione; dal porto di Genova dove una nave abbatte la Torre piloti e chi vi stava lavorando dentro; dall’Aquila post-terremoto con il suo “progetto case”, che sembra copiato dalla “new town” Vajont, nei pressi di Maniago, in cui vennero deportati molti abitanti di Erto; di Viareggio, con un suo quartiere esploso, 32 morti,  a causa del deragliamento di un treno; di Paderno Dugnano, con i morti bruciati in una fabbrica, l’Eureco, in cui nulla è stato fatto per tutelare la vita dei dipendenti.

“I colpevoli quasi mai pagano e quando succede le pene sono lievi, non certo commisurate ai gravissimi reati commessi. – rimarca Fabrizio Protti – Il filo conduttore è il cinismo della Politica e del profitto ad ogni livello, che passano sopra ogni cosa anche alla morte per un interesse che non è collettivo. Sono stato lusingato dell’invito personale dell’amica Maura Crudeli alla proiezione della prima nazionale di I Vajont. Maura è una regista importante per questo genere di produzioni di documenti di inchiesta. Qui ci ha messo il cuore e ha fatto un capolavoro che merita molto e a cui auguro molto”

La scelta di Broni per la prima nazionale non è affatto casuale, immagino.

“Dico  grazie al comune di Broni, anche se credo che proprio per il triste Fil Rouge che lega la politica e il profitto, non posso fare a meno di notare che mentre il comune ora, forse perché in piena campagna elettorale, concede il teatro e organizza la proiezione del documento, lo stesso non ha concesso ai tempi della produzione il patrocinio alla realizzazione del film. Forse questo perché proprio nella terra di Broni, come sospetto e denuncio da tempo, il profitto e l’amministrazione si sfiorano e creano cortocircuiti di cui si fatica a dichiarare i colpevoli. Io so però che come Azione Democratica, e personalmente, non smetterò mai di essere vicino a tutti “I Vajont” e continuo la mia battaglia nazionale per tenere unito il mondo associativo proprio nello spirito che l’unione spazzerà via qualsiasi “bastardo” tenti di lucrare sulla pelle degli altri!”

Quali saranno i prossimi impegni suoi e di Azione Democratica in quella direzione?

Personalmente mi impegnerò per l’ amica Maura, e perché trovo questo un documento importante, nella promozione della pellicola e mi auguro che molti sindaci e governatori, che oggi vivono disagi per un problema “amianto” che sta mutando nella forma di business ( Rimozione, Discariche, Centri di stoccaggio), ma non nel subdolo intreccio tra economia, interessi privati e politica a scapito della salute, possano donare la giusta visibilità a I Vajont e accreditarsi con me e tutte le associazioni nazionali in una battaglia comune che spazzi via l’interesse privato per il bene della collettività”

Pensa che I Vajont possa essere presentato anche a Pavia e nella provincia che rischia di diventare la pattumiera d’Italia?

“I Vajont dovrebbe essere presentato ovunque! In questi giorni voglio prendere contatto con molti a tutti i livelli. Anzitutto contatterò il sindaco Massimo Depaoli e l’assessore alla cultura Giacomo Galazzo, con la speranza che partecipino concedendo patrocinio e strutture per un grande ciclo di convegni di inchiesta e dibattito che mi impegno a organizzare invitando i massimi vertici di tutte le associazioni nazionali, come AIEA, Medicina Democratica , AVANI , ONA , Legambiente , WWF e membri parlamentari di commissione ambiente, per parlare dell’ AMIANTO e dei problemi connessi, dalla malattia agli aspetti legali, alla gestione, alle bonifiche alle discariche e al futuro legato all’ amianto. La provincia di Pavia è in un momento delicato e rischia di diventare la pattumiera d’Italia e anche ora come dice I VAJONT sembra che il profitto privato a suon di progettisti ed avvocati riesca a prevaricare l’interesse collettivo, la salute pubblica e il bene del popolo! Perciò voglio una politica coraggiosa e mi impegno a farla e per farla ho bisogno di politici coraggiosi e puri di ogni schieramento che mi aiutino a aggregare e informare. Dopo il sindaco Depaoli, prenderò contatto anche con gli amici Senatori Pavesi Orellana e Centinaio e con tutti gli amici di commissione ambiente sia di Camera che di Senato, che mi aiutino a portare avanti un grande progetto nazionale in nome della salute e sopra ogni interesse.”

                                                                                                                                                         FEDERICA BOSCO

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