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Vigevano – Il teatro Cagnoni, la piccola “Scala” della Lomellina

aprile 28th, 2017 | by redazione
Vigevano – Il teatro Cagnoni, la piccola “Scala” della Lomellina
arte in musica
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VIGEVANO – Il paragone con il tempio della lirica milanese, la Scala, potrebbe sembrare presuntuoso, invece il teatro Cagnoni rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello per la città di Vigevano. Inaugurato l’11 ottobre 1873 con l’opera “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi diretta dal Maestro Domenico Cagnoni, il celebre teatro dedicato al suo più celebre maestro ha visto la luce nel 1870 quando l’allora consiglio comunale decise di costruire un teatro municipale  con la condizione che la proprietà sarebbe stata della città, ad eccezione dei singoli palchi, la cui proprietà sarebbe andata ai rispettivi acquirenti. Contemporaneamente la Commissione si interessò alla progettazione dell’opera, e affidò l’incarico della stesura del progetto all’architetto Andrea Scala di Milano, il sipario al pittore vigevanese Giovanni Battista Garbierini. Un fatto importantissimo: quello relativo alla denominazione del Teatro municipale, ciò avvenne il 1° maggio 1896, un giorno dopo la morte del maestro Antonio Cagnoni, in quella sera, durante la seduta del Consiglio comunale, l’illustre musicista fu commemorato, e subito dopo fu deciso di dedicargli il teatro.
Il teatro si affaccia sull’elegante Corso Vittorio Emanuele II, ed è di classico stile ottocentesco: facciata decorata con cornici marcapiano e finestre semplicemente incorniciate; dall’ingresso, poco accentuato, una scalinata introduce nell’ampio foyer e, da qui, ai tre ordini di palchi al loggione e al Ridotto illuminato da tre finestre centrali con balconata a pilastrini. Oltre alle opere liriche, il teatro ospita una stagione di prosa, concerti, spettacoli di danza e rassegne teatrali. Il teatro Cagnoni può essere anche un ottimo punto di partenza per visitare la città. Vigevano in pochi chilometri offre un interessante viaggio nel tempo dal Castello Sforzesco con la scuderia di Ludovico il Moro, la strada coperta e il cortile della falconiera, per arrivare a Piazza Ducale, capolavoro di arte rinascimentale con il Duomo  con la sua facciata concava in stile barocco, fino a giungere alla chiesa di San Dionigi e al teatro Cagnoni appunto che, in linea con il suo principio di accessibilità, oltre a prevedere posti riservati per disabili e accompagnatori, all’esterno propone la descrizione del teatro in braille per i non vedenti.

                                                                                                                                                                                                                                         FEDERICA BOSCO

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