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Trieste – Stretta ai confini in vista del G7 di Taormina? Tamaro (Sap) “Nessuno se ne accorge”

maggio 12th, 2017 | by redazione
Trieste – Stretta ai confini in vista del G7 di Taormina? Tamaro (Sap) “Nessuno se ne accorge”
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Lorenzo Tamaro segretario provinciale Sap

Trieste – Dal 10 al 30 maggio  è sospeso, in vista del G7 di Taormina, l’accordo di Schenghen. Un provvedimento che come conseguenza ha generato la chiusura dei confini ed il ripristino dei controlli di frontiera.  Un intervento importante che richiederebbe un impiego maggiore delle forze dell’ordine, invece secondo quanto lamenta il Sap (sindacato autonomo di polizia) dalla voce del suo segretario provinciale Lorenzo Tamaro, non ci sono stati e non ci saranno nei prossimi giorni interventi in quella direzione. “Spiace constatare che, pur “essendo riconosciuta la specificità del territorio”, non si intenda assolutamente rafforzare in termini di uomini la Polizia di Frontiera, – denuncia Tamanro –  quella incaricata e professionalmente preparata appunto ad effettuare i controlli della zona confinaria di Trieste che notoriamente è circondata da circa 54 km di confini terrestri, facilmente “permeabili e violabili”, nonché da quelli marittimi. Dopo la rimozione dei presidi di polizia sui confini, la Polizia di Frontiera terrestre nel 2007 aveva perso circa 150 uomini e oggi l’organico ammonta a circa 100 unità a causa della mancanza di turnover che non garantisce nemmeno il numero previsto per le esigenze odierne. I numeri attuali non sono sufficienti già in una situazione di normalità e la prova di questa tesi è testimoniata dal continuo “silenzioso e lento smantellamento” che la porterà alla chiusura mai completamente smentita, della sottosezione di Frontiera di Villa Opicina, operazione necessaria per per poter garantire il mantenimento dell’organico delle altre sottosezioni e del Settore di Polizia di Frontiera Terrestre. In considerazione dell’attività dei prossimi giorni, – ammette il segretario provinciale  – già all’inizio di aprile il SAP aveva inviato ai vertici della Polizia di Frontiera una nota con la quale chiedeva di conoscere il progetto d’impiego del personale e la logistica predisposta per il territorio giuliano in vista di questo appuntamento internazionale, repuntando impossibile  un controllo efficace e serio nell’arco delle 24 ore.  Ricordiamo che in tutti i valichi di frontiera esistenti, compresi quelli secondari, non esiste più nessun supporto logistico in quanto le strutture e le cabine utilizzate un tempo come uffici, sono state rimosse o rese inagibili.  Purtroppo dai vertici di via XXX ottobre di Trieste e della 4^ Zona di Udine c’è stata alcuna risposta e il motivo appare più che evidente. L’annuncio pubblico  relativo ad un rinforzo di 35 militari è sembrato più come l’ennesimo spot mediatico tanto che oggi, rispetto all’anno scorso, nell’operazione strade sicure, sono impiegati ben 20 militari in meno! Se la matematica non è un’opinione, ci saranno solamente 15 militari in più rispetto l’anno scorso e nessun operatore di Polizia di frontiera che, senza nulla togliere all’esercito, è professionalmente preparato a questo tipo di servizio. Stretta ai confini triestini? Mah! … con 15 persone si potrà forse garantire solamente un equipaggio in più per turno! Il dispositivo messo in atto dal Ministero ci sembra veramente nulla, perché dire poco è davvero riduttivo dato che nostro Paese è sotto la continua minaccia del terrorismo e la bella stagione, come ogni anno, favorirà gli ingressi clandestini”.

                                                                                                                                                                                                                                 FEDERICA BOSCO

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