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Trieste – Sicurezza: Sap “Basta slogan, servono risposte concrete”

agosto 5th, 2017 | by redazione
Trieste – Sicurezza: Sap “Basta slogan, servono risposte concrete”
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Lorenzo Tamaro segretario provinciale Sap

Trieste – Sicurezza al centro del dibattito del Sap. Il sindacato autonomo di polizia della provincia di Trieste pone l’accento sulla necessità di garantire la sicurezza ai cittadini con i fatti, non tanto con le parole. Lorenzo Tamaro, segretario provinciale, infatti lamenta una certa propensione a far diventare una professione difficile, impegnativa e rischiosa uno slogan. “Siamo per una “polizia tra la gente” e “per esserci sempre”, proprio come citano gli slogans del Ministero dell’Interno di questi anni riferendosi alla Polizia di Stato – puntualizza Tamaro – ma spesso ci troviamo di fronte solo a degli slogan lontani dalla realtà, e dunque protestiamo. Non siamo contrari all’impiego di operatori da dislocare sulle piazze più problematiche di Trieste, – prosegue –  ma siamo contrari ad operazioni che appaiono solo di facciata, non azioni concrete per una soluzione del problema, ma come spesso accade solo per tamponare un sistema sicurezza che evidentemente presenta molte falle”. La crescente criminalità ha portato ad un impiego di forze dell’ordine in quelli che vengono considerati luoghi più sensibili. E’ di questi giorni la notizia che la Polizia di Frontiera di Trieste ha dovuto fornire uomini per rinforzare l’aeroporto di Venezia, fornendo personale in aggregazione, pur avendo un organico ridotto all’osso e pur non avendo avuto alcun rinforzo né durante il G7 di Taormina né durante il vertice del Balcani di Trieste. “Un dispiego di uomini, quello disposto, che inevitabilmente sarà a discapito della funzionalità di altri servizi della Polizia di Stato, ormai ridotta ai minimi storici, perché verranno impiegati distogliendoli da altre funzioni. – puntualizza il segretario provinciale del Sap – E’ la solita storia della coperta corta: si sposta per coprire una parte scoprendone un’altra. Ci vengono in mente altri esempi come l’ufficio immigrazione recentemente esonerato da servizi di ordine pubblico proprio perchè in difficoltà nella gestione delle innumerevoli pratiche riguardante gli stranieri, il Commissariato di Opicina che a causa di un organico ormai ridotto all’osso da tempo non è in grado di garantire una “volante” per il controllo del territorio e spesso non riesce nemmeno a tenere aperto l’ufficio denunce e anche il Commissariato di Muggia spesso non riesce a garantire un equipaggio di “volante” che faccia prevenzione nel territorio di competenza. Sono solo alcuni e piccoli esempi di quello che sta accadendo nella nostra provincia, ma nelle altre città d’Italia la situazione non è di certo migliore. – punta il dito il Sap –  I controlli disposti non potranno risolvere il problema della sicurezza pubblica causati oggi da un’inefficacia delle leggi e della certezza dell’impunità per chi compie reati, oltre delle condizioni delle forze dell’ordine. Per non parlare poi di chi si trova irregolare sul territorio nazionale che pur munito di un decreto di espulsione, difficilmente e in rarissimi casi lascerà il nostro Paese. Il SAP più volte ha pubblicamente lanciato l’allarme delle nostre condizioni e di quali sarebbero stati gli effetti: paralisi dell’apparato sicurezza. Una visione, la nostra, spesso giudicata allarmista o esagerata, invece semplicemente e tristemente realista. La sfida si vince con la prevenzione“. Per fare fronte a terrorismo, immigrazione e criminalità spesso sono stati chiamati uomini dell’esercito. “Una soluzione di mera facciata – affonda Tamaro – Non è stata colta, nemmeno dal Prefetto, la richiesta fatta dal SAP in diverse sedi, di utilizzare i militari per il controllo di obiettivi sensibili in modo da poter “sganciare” gli operatori di polizia, vista la carenza di personale, da tali incombenze e poterli piuttosto impiegare in servizi del controllo del territorio. Crediamo che dover “riconquistare il territorio” come alcune piazze di Trieste, prossimo obiettivo, rappresenti il fallimento di questo sistema. La sicurezza va coltivata giorno per giorno, – conclude –  non è fatta solo di controlli, ma di molte altre attività che oggi spesso non siamo più in grado di adempiere per una mancanza di organico e un’organizzazione degli uffici, spesso dettata più dalla spendig review che dalle reali necessità e per niente adeguati alle esigenze e alle gradi sfide di oggi che stiamo affrontando con un organico inferiore del 20% rispetto al 1989 quando il panorama sul fronte sicurezza era molto meno complesso e difficile di oggi”.

                                                                                                                                                                         FEDERICA BOSCO

 

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