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ROMA – VITTORIA PER I DJ. DA OGGI SONO ARTISTI A CUI SPETTA UNA QUOTA SUI DIRITTI MUSICALI. ANCORA DUBBI SUI FONDI PER LA PROMOZIONE

luglio 23rd, 2015 | by redazione
ROMA – VITTORIA PER I DJ. DA OGGI SONO ARTISTI A CUI SPETTA UNA QUOTA  SUI DIRITTI MUSICALI. ANCORA DUBBI SUI FONDI PER LA PROMOZIONE
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MARIO DI GIOIA PRESIDENTE ASSODJEY

Mario Di Gioia Presidente Assodeejay

ROMA – Il deejay? E’ un artista, interprete ed esecutore di musica e, quindi, partecipa alla ripartizione dei proventi dei diritti musicali. Dopo una lunga battaglia condotta da Assodeejay, il Nuovo Imaie (Nuovo Istituto mutualistico Artisti Interpreti o Esecutori) ha concesso questo importante riconoscimento: anche i deejay parteciperanno alla suddivisione dei diritti musicali, una “torta” di circa 20 milioni di euro. “E’ stata una battaglia lunga e difficile, portata avanti sulla base della legge 100/2010 – spiega Mario Di Gioia, presidente nazionale di Assodeejay – , perché non si riusciva a far capire il ruolo del deejay come artista che interpreta e compone musica. Invece, anche il semplice riproporre musiche già note in forma diversa vuol dire comporre e interpretare”. Una grande vittoria per la categoria dei deejay che avranno anche un piccolo riconoscimento economico per il loro lavoro, legato alla distribuzione della musica da loro prodotta. L’erogazione dei contributi che spettano ai deejay è già iniziata: i primi due ad averli ricevuti sono il parmigiano Massimo Testa e il fiorentino Diego Cascio, ai quali si è aggiunto Francesco Valerio Rossi, un dj che produce e interpreta musica latina. Per Mario Di Gioia questa battaglia, che lui stesso definisce una “battaglia di legalità”, non è affatto conclusa. “I deejay sono tenuti fuori dalla gestione del Nuovo Imaie, ma non ci arrendiamo e presenteremo una nostra lista per entrare nella gestione dell’ente. E’ lì che si decide con che criteri spartire la torta di 20 milioni di diritti – spiega ancora Di Gioia – . Per me il 50% dei diritti dovrebbero andare ai deejay perché la musica da discoteca è quella che ha più appeal sul pubblico, anche se non tutti sono disposti ad ammetterlo. Attualmente il 70% dei diritti non sono ripartiti e vengono utilizzati solo in piccola parte per attività di promozione della musica”. La domanda è “a chi vengono destinati i fondi per la promozione? Per quale motivo non riusciamo ad ottenere la pubblicazione dei bilanci dell’Ente con le relative note integrative?”

                                                                                                                                         LA REDAZIONE

One Comment

  1. Dj Swam says:

    Sono davvero contento alla faccia di tutti i colleghi che dicevano fosse inutile pagare licenza e agibilità….. grandi continuate così

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