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Boom del turismo in Italia, ma esplode la “shadow economy”

agosto 5th, 2017 | by redazione
Boom del turismo in Italia, ma esplode la “shadow economy”
Italynchiesta
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Dati rosei per il turismo in questa caldissima estate del 2017. Il Belpaese dovrebbe sfondare il tetto dei 400 milioni di notti annue in albergo, cifra finora mai raggiunta. Soltanto la Spagna (a quota 454,3 milioni di presenze nel 2016) ci sottrae il primato europeo, dal momento che la Francia continua a soffrire per il terrorismo (meno 8,7 per cento e discesa a 394,6 milioni di “notti”).
Secondo le previsioni di “Infoimpresa”, rivista mensile del sindacato Unsic, l’incremento degli arrivi di turisti stranieri quest’anno potrebbe oltrepassare il già ottimo +3,7 per cento registrato nel 2016 sull’anno precedente. Il comparto turistico si avvicinerebbe ai 200 miliardi di euro di valore globale, pari a quasi il 12 per cento del Pil. Una vera e propria manna in anni di eterna “luce in fondo al tunnel”.
I dati raccolti dal giornale economico vanno in questa direzione. Nei primi cinque mesi di questo 2017, Roma ha visto crescere le presenze di stranieri del 2,8 per cento, toccando quota 13,5 milioni. In Emilia-Romagna l’aumento nello stesso periodo è stato addirittura del 7,6 per cento, con 17 milioni di presenze. La Liguria ha avuto un aprile 2017 record, più 10 per cento rispetto allo scorso anno. Bene anche Veneto e Trentino-Alto Adige, regioni che guidano la top dei numeri di villeggianti in Italia (rispettivamente 42 e 27 milioni di pernottamenti nel 2015). Il bilancio nazionale pre-estivo parla di 100 milioni di presenze. Il trimestre estivo (giugno, luglio e agosto) dovrebbe portare oltre 200 milioni di pernottamenti. Quasi la metà saranno turisti stranieri. Insomma, vento sulle vele.
Ma i benefici di questa costante crescita sono sempre meno intercettati da alberghi e ristoranti, cioè dalle strutture tradizionali. Sono le conseguenze dell’affermazione della cosiddetta shadow economy , che in tempi di crisi spinge sempre più persone a procurarsi un reddito affittando posti letto nel proprio appartamento, così come avviene in altri Paesi turistici in tutto il mondo, da Cuba al Portogallo, dalla Grecia alla Spagna. Ricettività fai-da-te in nero, ma anche bed & breakfast, case vacanze e tutto un mondo di esercizi extralberghieri crescente a ritmi vertiginosi. Volano principale sono le nuove tecnologie, che garantiscono a costi zero l’importante voce del marketing.
Le associazioni di albergatori, soprattutto a livello locale, stanno denunciando da tempo il fenomeno. Numeri in mano. Perché il calcolo è estremamente facile. Ad esempio, se nella provincia di Terni – dati Istat – ad aprile 2017 si contavano 600 esercizi extralberghieri, in realtà su Airbnb erano 1.023 e su Tripadvisor addirittura 1.134, entrambi con crescite rilevanti rispetto agli anni precedenti, praticamente raddoppiate dal 2014.
Analoga la situazione in Sardegna: sempre ad aprile 2017, in occasione delle vacanze di Pasqua, risultavano disponibili su Airbnb 12.900 alloggi, rispetto agli 11.912 registrati ad agosto 2016. Quasi mille in più, in meno di un anno. La maggior parte degli alloggi, cioè il 77 per cento, sono riferiti ad interi appartamenti che vengono messi in affitto e il 56,3 per cento sono gestiti da “host” che mettono in vendita più di un alloggio, secondo i dati di Federalberghi.
Domenico Mamone, presidente dell’Unsic, si fa portavoce delle lamentele di molti imprenditori iscritti al sindacato. “Sappiamo come le strutture regolari siano sottoposte a continue verifiche di rito. Tutto giusto. Ma lo stesso zelo spesso è carente per il crescente ‘nero’ nel comparto turistico, specie nella ricettività: sempre più persone, causa la crisi, utilizzano una parte del proprio appartamento di proprietà per accogliere turisti. Ovviamente a pagamento. Altri s’improvvisano imprenditori affittando case per trasformarle in locali accogli-turisti, utilizzando personale in nero per accoglienza e pulizie. Il più delle volte niente contratti di affitto e servizi extra a pagamento. Per il fisco, cioè per tutti noi, ingenti mancati introiti”.
Il fenomeno ricorda quando, in occasione del Giubileo del 2000, quello dei grandi numeri, a Roma la ricettività extraalberghiera, legale e illegale, diventò un fenomeno di massa.
                                                                                                                                                                                                   LA REDAZIONE

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